La bandiera tipica georgiana, detta anche "delle cinque croci", è stata in uso almeno fin dal XIV secolo,
quando fù descritta da un anonimo geografo medioevale nel "Libro della conoscenza di tutti i regni". La croce di San Giorgio (santo patrono della Georgia), rappresenta l'elemento centrale della bandiera.
Le altre quattro croci rosse, secondo lo studioso georgiano Giorgi Gabeskiria, probabilmente furono aggiunte durante il regno di Giorgio V "il Brillante", ricordato per aver scacciato i
mongoli dal suolo georgiano.Con l'aggiunta delle quattro croci la nuova bandiera fu adottata come una variante della Croce di Gerusalemme, usata dai crociati in Terra Santa
che, analogamente, usavano una ben visibile croce centrale con altre quattro croci più piccole intorno. Sembra che le croci rappresentino le cinque
sacre ferite di Cristo.
In seguito, nel periodo medioevale, la bandiera cadde in disuso, per essere riscoperta, nel 1991, dai nazionalisti georgiani a seguito dell'indipendenza
dall'unione Sovietica. La maggioranza dei georgiani, primo fra tutti l'influente patriarca della Chiesa ortodossa georgiana, appoggiò il recupero
della bandiera, ma nonostante una legge passata in parlamento nel 1999 la riadozione fu rinviata in quanto la stessa legge non venne promulgata dall'allora Presidente
Shevardnadze.
La bandiera venne definitivamente adottata dal parlamento georgiano il 14 gennaio 2004, riconosciuta ufficialmente da un decreto presidenziale firmato da Saakashvili il
25 gennaio, in seguito alla sua elezione a Presidente della Georgia.
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 | La Georgia, sotto Mosca, adottò diverse versioni della bandiera rossa sovietica,
che mostravano il nome della Repubblica Socialista Sovietica di Georgia e, più tardi i classici falce,
martello e stella rossi, sovrapposti a un sole azzurro in cantone e una banda azzurra nella parte
superiore della bandiera.La stessa (a sinistra) venne infine abolita dal parlamento georgiano nel novembre 1990, dopo
l'indipendenza dall'Unione Sovietica . |