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Sakartvelo
Georgia

La bandiera della georgia

La capitale Tbilisi

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ACCENNI DI STORIA GEORGIANA


La Georgia (Sakartvelo nella lingua georgiana), repubblica ex-sovietica dell'Asia occidentale è situata nella regione transcaucasica, incastrata tra le due catene del "grande" e del "piccolo" Caucaso; confina a nord con la Russia e a sud con la Turchia,l'Azerbaigian e l'Armenia ed è delimitata a ovest dal Mar Nero. La Georgia comprende nel suo territorio la provincia autonoma dell'Ossezia e le due repubbliche autonome di Abhasia e Adzaristan, ha un territorio estremamente variegato, formato da splendide pianure costiere e da imponenti catene montuose. La popolazaione si concentra sulle coste del Mar Nero e lungo i fiumi principali, e particolarmente nella valle del fiume Kura, dove spicca Tbilisi, la capitale.

Il terrotorio dell'attuale Georgia situato tra il Mar Nero e il Mar Caspio, ha assistito nel corso della storia a continui movimenti di genti, popoli e trafficanti di tutte le specie, essendo uno dei principali collegamenti tra l'Europa e l'Asia. Il continuo transito di persone,appartenenti alle più svariate razze, nei secoli ha consegnato al popolo georgiano innumerevoli caratteristiche multietniche,uniche al mondo. Il suo territorio ritenuto da sempre importante dal punto di vista strategico e già colonizzato nella parte occidentale del paese dai greci intorno all'VIII secolo a.C. (famosa la stupenda città di Colchi "Poti" nota per la sua scuola di filosofia e retorica), vide l'arrivo di tribù turche nella parte orientale un secolo dopo, che unitesi alle popolazioni autoctone diedero vita al regno di Iveria. Per circa 2 secoli tra il 550 a.C. e il 300 a.C. , sull'intera area si susseguirono le dominazioni di solidi imperi quali,i persiani, i macedoni e i seleucidi.

L'arrivo dei Romani,che sconfissero i seleuci nel 189 a.C.,garantì una maggiore stabilità all'area. Questi infatti permisero agli abitanti dell'istmo, compreso tra il Mar Nero e il Mar Caspio, di organizzare degli stati armeni indipendenti. Unificandosi circa un secolo dopo, questi stati compresi tra il Mar Caspio alla Turchia centrale, inclusa gran parte dell'attuale Georgia, costituirono la zona di influenza romana più potente dell'est ed importante avamposto dell'impero ad Oriente. Santa Nino di Cappadocia nel 330 d.c. portò il Cristianesimo in Georgia, la cristanizzazione dell'area sarà fondamentale per l'orientamento filo-europeo della Georgia.

Nel 400 d.C. circa, la zona occidentale dell'Armenia, compresa la Georgia occidentale, fu conquistata dal impero bizantino. Così la parte orientale di Iveria passò sotto il dominio dei persiani,per poi passare sotto il dominio degli arabi musulmani nella metà del VII secolo, dove questi organizzarono un emirato a Tbilisi. Agli arabi e ai bizantini successero i turchi selgiuchidi, che conquistata l'Armenia, tra il 1060 e il 1070 , causarono una intensa emigrazione verso la Georgia, dove la popolazione era a maggioranza cattolica. In questa fase quasi tutta la attuale Georgia, era riunita con il nome di Iveria.

Nel 1122, Tiblisi si liberò dal dominio Arabo e la Georgia visse un periodo d'oro,i suoi territori si estendevano dalla Turchia orientale all'Azerbaijan occidentale. Regnò allungo la dinastia dei Bagration, cui appartenevano Ashot I "Il grande"( il capostipide ), e più in la Davide "il costruttore" (Devid IV Agmashenebeli) e la regina Tamar (1184-1213), considerati entrambi santi in Georgia.




Ma, la stabilità non durò allungo e, negli 800 anni successivi, la regione fu terra di conquista per mongoli, persiani safavidi e per i turchi ottomani,che a più riprese si contesero il territorio, fino a quando gli ottomani la spuntarono nel XVIII secolo.Dopo di che ha inizio il periodo di influenza russa; l'esercito di Caterina la Grande marciò verso la regione allo scopo di sconfiggere i Turchi. Nel 1795 il persiano Agha Mohammed Khan Qajar saccheggiò Tbilisi, anticipando l'annessione russa dei principati georgiani, i quali sottrassero la totale egemonia sulla zona ai Turchi nell'arco di dieci anni (1870-1880).
Una maggiore stabilità garantì lo sviluppo della tecnologia dell'economia e con esse un risveglio di un sentimento nazionalista. Videro la luce dei movimenti nazional-socialisti georgiani noti come "primo gruppo", "secondo gruppo" e "terzo gruppo", ognuno più radicale dell'altro. Nel terzo gruppo militava Iosif Dzhugshvili, che più tardi preferì farsi chiamare Stalin,dal georgiano "uomo d'acciaio". La Georgia, l'Armenia e l'Azerbaijan nel 1918 sotto il nome di Transcaucasia si dichiararono indipendenti da Mosca, ma presto si divisero di nuovo in tre repubbliche. L'Armata Rossa nel 1920, riconquistò la Georgia, succedendo ad una breve occupazione britannica conseguenza della prima guerra mondiale.La Georgia fù di nuovo reinserita nella Transcaucasica. Sotto Stalin in Georgia riaffiorarono sentimenti nazionalisti a cui seguirono per ritorsione oltre 100.000 deportatazioni in Siberia. La Transcaucasica fu definitavamente sciolta nel 1936 permettendo alla Georgia di recuperare il proprio nome, ma sempre sotto il controllo Sovieticico.

Con la caduta del muro di Berlino e la disgregazione dell'Unione Sovietica la Georgia,è stata la prima tra le repubbliche ex-sovietiche ad indire libere elezioni multipartitiche (1990). Infatti nel 1991 la Georgia ridivenne uno stato indipendente dall'U.R.S.S. e dopo un anno con l'ingresso nell' O.N.U. divenne il 179mo membro delle Nazioni Unite. Si credette che questo paese economicamente vivace, per primo sarebbe riuscito ad uscire dalla crisi. Invece, a causa di una breve guerra civile tra il 1992 e il 1993 e le crisi per l'indipendenza dell'Ossezia meridionale e dell'Abkhazia la Georgia ribiombò nell'anarchia. L'intervento politico di Shevardnadze(vice di Gorbaciov a Mosca pochi anni prima) riuscì alla fine a ristabilire una condizione di momentaneo equilibrio, avviando il paese al risanamento economico, lo stesso Shevardnadze è stato rieletto nell'aprile 2000 di nuovo presidente.
Comunque, già il 31 ottobre 2001, una massiccia manifestazioni di piazza ha chiesto le dimissioni del presidente Shevardnadze e di alcuni ministri del governo, per protestare contro l'incursione, nella sede della sola televisione indipendente georgiana( Rustavi-2 ), da parte della polizia. A due anni di distanza nel novembre 2003, la così detta "rivoluzione delle rose" ha deposto definitivamente Shevardnadze e consegnando il potere nelle mani di Makhail Saakashvili, trantacinquenne divenuto in Europa il più giovane presidente al potere. Tra i primi effetti della sua elezione, l'apertura di trattive e collaborazioni con la Nato e l' Unione Europea.
Nell'agosto 2008 nuovi attriti in Ossezia del Sud sono sfociati nell'avanzata delle forze georgiane nella regione con l'occupazione della capitale osseta di Tsinkvali e la conseguente reazione russa (i russi erano presenti nella regione sin dalla disgregazione dell'Unione Sovietica con funzioni di peace-keeping) con il bombardamento del porto di Poti,della stessa capitale Tbilisi e più in generale di numerosi siti strategici georgiani. Il presidente Saakashvili ha proclamato la mobilitazione generale, dichiarando lo stato di guerra. L'esercito russo ha inviato truppe in Abcasia e Ossezia, schierandosi a fianco dei secessionisti. Nei giorni successivi le truppe russe hanno allargato il loro raggio d'azione, e si sono spinte nel territorio della Georgia fino ad occupare Gori a 90 Km da Tbilisi, Poti ed altre località minori, costringendo i georgiani a indietreggiare a difesa della capitale Tbilisi. Un primo accordo preliminare sul cessate il fuoco è stato firmato dalla Russia e dalla Georgia il 15 agosto 2008. Ma il ripiegamento dei russi è stato lento e solo il 18 agosto il presidente Medvedev ha ordinato alle sue truppe il rientro nelle posizioni precedenti alle ostilità. Il conflitto se pur auspicato da Mosca , che aveva ammassato numerose truppe sul confine, ma agevolato dalla troppa intraprendenza di Saakashvili, ha causato la morte di 1400 persone, molti dei quali civili.

palmiroma@gmail.com



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